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Nutrizione nelle Malattie Autoimmuni

Non esiste un gruppo di malattie altrettanto insidiose come quelle delle patologie autoimmuni che sono difficili da curare e sfociano nella perdita progressiva delle funzioni fisiche e mentali dei soggetti che ne sono colpiti. A differenza di tutte le malattie croniche, dove chi ne è colpito può avere una speranza di riuscita, in queste chi si trova a fronteggiarle sa che sarà destinato ad essere sconfitto se non cambia visione del proprio stile di vita.
Le patologie autoimmuni sono caratterizzate da una disfunzione del sistema immunitario che è un prodigio quando difende l'organismo dagli agenti estranei ma è anche in grado di aggredire gli stessi tessuti che dovrebbe proteggere; uno dei meccanismi fondamentali che stanno alla base di questo comportamento "autodistruttivo" è noto come mimetismo molecolare e si manifesta ogni volta che il sistema immunitario non riesce a distinguere l'antigene estraneo da quello presente sulle cellule dei tessuti dell'organismo di cui fa parte.




 

Sono state individuate circa 80 patologie autoimmuni la cui comparsa è 2,7 volte maggiore nelle donne rispetto agli uomini. Si stima che nel 7-10% della popolazione mondiale ogni anno viene diagnosticata una delle patologie che appartengono a questa categoria.
Esse presentano un quadro clinico comune e spesso si riscontrano contemporaneamente nella stessa persona e non sarebbe inopportuno considerare le malattie autoimmuni come una unica malattia che si sviluppa in diversi distretti del corpo e in relazione ai tessuti coinvolti prende un nome differente.

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Il Razionale della Terapia Nutrizionale

Possiamo serenamente affermare che l'anello debole di queste patologie è rappresentato dall'organo intestino che perdendo la sua naturale integrità, con alterazione delle giunzioni strette, garantisce il flusso di molecole proteiche all'interno del circolo ematico con conseguente sviluppo del mimetismo molecolare 
Le giunzioni strette (TJ) nelle cellule epiteliali intestinali sono composte principalmente da due proteine, claudina occludina, che regolano il passaggio di acqua, ioni e macromolecole nelle cellule adiacenti. Il ruolo più importante della struttura delle TJ è quello di fornire una barriera fisica alle molecole infiammatorie che attraversano il lume intestinale e quando si ha un'alterazione della loro integrità si genera un'attivazione forzata delle cellule immunitarie e un'infiammazione cronica nei diversi tessuti.
Secondo studi recenti in queste patologie l’intervento nutrizionale integrato alle terapie farmacologiche è fondamentale nella riduzione della sintomatologia e quindi nel miglioramento della qualità della vita garantendo una riduzione dell'infiammazione sistemica attraverso un'accurata scelta degli alimenti, del loro indice glicemico e del loro impatto a livello intestinale.
 

Obiettivo della Nutrizione nelle Malattie Autoimmuni

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Le malattie infiammatorie trovano il loro alleato a tavola però facendo una scelta consapevole degli alimenti si più andare in remissione parziale/totale. Fatta tale premessa ci rendiamo conto di quanto sia fondamentale saper scegliere gli alimenti per contrastare la permeabilità intestinale, che come abbiamo visto risulta associata alle malattie autoimmuni (e non solo). Possiamo distinguere gli alimenti in pro-infiammatori e anti-infiammatori.
Agli alimenti pro-infiammatori appartengono:

1. legumi e cereali per la presenza nella loro composizione di molecole in grado di bloccare l'attività delle amilasi e delle proteasi;  nei legumi sono presenti anche le pectine che causano danni all'epitelio intestinale grazie alla loro capacità di fare aggregare i globuli rossi; nei cereali la molecola più insidiosa è il glutine che non è presente solo nel grano ma la troviamo nell'orzo, avena, segale, farro, kamut.
2. Solanacee: contengono la solanina in grado di bloccare le proteasi.
3. Caseine: sono circa l'85% delle proteine del latte e il loro effetto tossico sulla barriera intestinale è legato ai processi di lavorazione che sottopongono il latte ad alte temperature facendo sì che la caseina si trasformi in una colla ad effetto devastante sulle pareti intestinali.

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Per contrastare l'infiammazione sistemica vengono usati gli alimenti anti-infiammatori, che fanno riferimento alla Paleo dieta dove si dà importanza alla qualità dell'alimento scegliendolo con cura e spingendo verso alimenti con elevata densità nutritiva come:
la carne (meglio se di allevamento al pascolo),
pesce pescato
uova da allevamento a terra
frutta, verdura, olio d'oliva;
riso, mandorle, nocciole, cocco.

Altro obiettivo dell'alimentazione nelle patologie autoimmuni è quello di mantenere i valori della glicemia stabili per evitare i picchi glicemici che stimolano il perpetuare di stati infiammatori ed  è necessario che i pasti siano ben bilanciati.
Oltre alla scelta della fonte dei macro nutrienti il loro equilibrio nella distribuzione dei pasti è fondamentale per garantire un buono stato di salute oltre che ad ottimizzare il controllo del peso.