Lo Stretto Legame Tra Tumori e Metalli


Quanto riportato in questo articolo è frutto di anni di studio minuzioso fatto sul territorio campano e siciliano allo scopo di mettere in relazione l’inquinamento ambientale con la continua esplosione di patologie oncologiche che colpiscono sempre più in età giovanile.

I dati che sono emersi tramite l’analisi mineralometrica dei capelli di donne con patologie attuali e pregresse di tumore al seno hanno dato tutti un dato comune ed inconfutabile ovvero che l’ambiente e le abitudini alimentari sono il punto chiave per cercare di prevenire questo continuo evolversi di patologie sempre più aggressive.

Tutte queste donne evidenziavano un accumulo importante di Cadmio, Mercurio, Nichel, Alluminio nei loro tessuti e carenze importanti di Selenio.


Il dato rilevante più interessante è l’eccesso di Cadmio (Cd) presente in queste donne, che come riportato da numerosi studi presenti in letteratura ha effetti nefasti non solo direttamente sull’organizzazione delle strutture cellulari (altera l’organizzazione del citoscheletro e dei mitocondri) (Yolande Asara et al, 2012; Yolande Asara et al.2013), ma è ormai acclarato che il Cadmio ha un impatto deleterio sull'efficacia della terapia a base di 5-FU (5-florouracile, chemioterapico usato su ambia scala). In questo caso il Cd si lega ai recettori ai quali si dovrebbe legare il farmaco e lo rende inefficace come chemioterapico; in sostanza il paziente pensa di curarsi ma in realtà non ci riesce a causa di questo blocco fornito dal metallo tossico che a sua volta promuove lo sviluppo della neoplasia funzionando da estrogenomimetico.


Altro elemento molto importante emerso dall’analisi del capello in queste donne è la carenza di Selenio e quindi delle Selenio-proteine (proteine che hanno ruoli specifici, tra i quali spicca la funzione tiroidea) e pertanto l’integrazione nelle donne affette da K mammella andrebbe rivista come integrazione al piano nutrizionale. Altro dato clinico è che altri Autori hanno correlato la carenza di Selenio con i volumi della massa tumorale e sono coerenti con gli effetti anti-proliferativi del metallo (massa tumorale inversamente proporzionale alla presenza di Se) (Leonida H.2006).


L'azione del Selenio completerebbe le terapie nei tripli negativi (non rispondono alle cure farmacologiche perché il farmaco non è in grado di raggiungere il sito d'azione per poter effettuare il suo ruolo citotossico) migliorandone la risposta terapeutica del chemioterapico (aumenta l’apoptosi con parziale protezione contro lo stress ossidativo).


Infine, altri studi hanno valutato che, un supplemento di Selenocisteina in pazienti portatrici di mutazione BRCA1, avrebbe un effetto benefico riducendo i danni ossidativi del DNA e favorendo un’apoptosi caspasi-indipendente, accompagnata da una scissione ad opera di una poli-ADP-ribosio-polimerasi (PARP). Invece la formulazione metilselenocisteina (MSC) è adiuvante nelle terapie con tamoxifene in MCF-7.


Metalli e composti metallici interferiscono con le terapie oncologiche in più modi; da un lato sono un importante fattore di rischio per lo sviluppo del cancro al seno, mentre dall'altro lato la loro modulazione ci consente una migliore personalizzazione della terapia oncologica e di un piano nutrizionale personalizzato (detossificante).


Per valutare la loro presenza nell'individuo basta eseguire un mineralogramma del capello e valutare l'eliminazione dei metalli tossici mediante alimentazione mirata.


Bibliografia


Y. Asara et al,2012; 56(1) Cadmium influences the 5-fluorouracil cytotoxic effects on breast cancer cells, Università di Sassari


Yolande Asara et al. 2013;14(8):16600-16 Cadmium modifies the cell cycle and apoptotic profiles of human breast cancer cells treated with 5-fluorouracil.


Leonida H 2006 16(5):455-60The role of selenium in thyroid autoimmunity and cancer