Alimentazione nelle Neoplasie Femminili

Le malattie neoplastiche sono malattie multifattoriali e per manifestarsi più fattori devono essere presenti contemporaneamente: fattori genetici, ambientali e stili di vita errati possono generare una condizione di stress e facilitare lo sviluppo della patologia.


Esistono più di 200 tipi di tumore ciascuno caratterizzato da una propria denominazione e natura ragion per cui si sta andando verso la "personalizzazione della terapia" sia dal punto di vista farmacologico che nutrizionale. Oggi esistono percorsi alimentari personalizzati che affiancano le terapie convenzionali (terapie coadiuvanti) allo scopo di potenziarne l'effetto ed impedire la malnutrizione.

La possibilità di usufruire di molecole naturali oggi consente (1) all'operatore di agire a livello degli elementi figurati del sangue, di abbassare i fattori d'infiammazione, facilitare l'assimilazione del ferro, impedire l'angeogenesi e molto altro ancora migliorando di gran lunga la qualità della vita di pazienti che si sottopongono a chemioterapia

La maggior parte dei tumori femminili sono ormono-correlati per cui il carcinoma mammario rappresenta il fulcro sul quale nasce la "terapia alimentare in oncologia" e proprio su questo la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano ha progettato uno studio denominato progetto DIANA5 che ha l’obiettivo di valutare come una sana alimentazione ed una adeguata attività fisica possano ridurre il rischio di recidive nel carcinoma mammario.

Il nome del progetto deriva da DIeta e ANdrogeni perché i precedenti studi DIANA, progettati e condotti presso l’INT, hanno dimostrato che riequilibrando la dieta è possibile anche modificare l’ambiente interno (metabolico ed ormonale) e ridurre, nel sangue, la concentrazione di fattori che favoriscono lo sviluppo dei tumori della mammella e ne ostacolano la guarigione. (2)

Gli obiettivi del progetto DIANA sono quelli di ridurre i livelli sierici di insulina:

  • Mangiare meno

  • Preferire cibi che innalzano lentamente la glicemia

  • Preferire i grassi insaturi sempre con moderazione

  • Diminuire le proteine animali


La perdita di peso sembra essere l'obiettivo principale nelle donne colpite da tumore ormono-correlato soprattutto quando i recettori estrogeni e progestinici pur essendo presenti non consentono al chemioterapico di entrare nella cellula ed effettuare il suo ruolo citotossico.

A questa categoria appartengono i cosiddetti tripli negativi i quali hanno una nemica codificata e ampiamente applicata nella clinica, la Dieta Chetogenica. La dieta chetogenica contrasta la progressione delle neoplasie femminili che vedono coinvolte complesse interazioni tra ormoni e fattori di crescita polipeptidici come il fattore di crescita insulino-simile-I (IGF-I) i cui livelli sierici sembrano strettamente correlati al tipo di recettore degli estrogeni (ER). (3)

Se per ridurre i livelli sierici di l'insulina è sufficiente una drastica riduzione dei carboidrati e delle proteine, dagli studi condotti dal Prof. Valter Longo la Dieta Mima Digiuno determina una drastica diminuzione dei livelli di IGF-1(4)


La rieducazione alimentare è il punto cardine nella prevenzione e nel trattamento di tutte le patologie trattate vista la potenzialità che hanno i cibi nel ridurre i fattori d'infiammazione, abbassare i fattori ormono-stimolanti e di "chelare" i metalli pesanti.


L'uso delle terapie alimentari è un campo sempre più in espansione con risultati davvero promettenti che portano a promuovere un cambiamento delle attuali scelte alimentari riscoprendo gli alimenti delle nostre tradizioni e dei nostri luoghi sempre più abbandonati per abbracciare un modello alimentare globalizzato e ricco di alimenti junk food che si espande tanto alacremente quanto le patologie moderne.



Bibliografia

1. Vincenza et al. Sulforaphane and Epigallocatechin Gallate Restore Estrogen Receptor Expression by Modulating Epigenetic Events in the Breast Cancer Cell Line MDA-MB-231: A Systematic Review and Meta-Analysis

J Nutrigenet Nutrigenomics 2017; 10:126–135


2. A. Villarini et al. Lifestyle and breast cancer recurrences: the DIANA-5 trial

Jan-Feb 2012;98(1):1-18.

3. R E Favoni et al. Insulin-like growth factor-I (IGF-I) and IGF-binding proteins blood serum levels in women with early- and late-stage breast cancer: mutual relationship and possible correlations with patients' hormonal status

J Cancer Res Clin Oncol. 1995; 121 (11): 674-82

4. Buono R, V. Longo, Hunger, resistance to stress and cancer

Tendenze Endocrinol Metab.2018aprile;29 (4): 271-280