Nutrizione nel paziente oncologico

Aggiornato il: feb 8

Da anni mi occupo della nutrizione nel paziente oncologico, un settore molto ostico e spesso poco capito anche se oggi le cose stanno cambiando. Non è facile il ruolo del nutrizionista perchè entra nella vita delle persone e "puliresce la loro tavola" ma bisogna farlo e bisogna far capire quanto questo sia fondamentale per una migliore qualità della vita.


Se da un lato i dati epidemiologici affermano che si sta raggiungendo una buona prospettiva di vita dopo la malattia senza riportare danni a lungo termine, dall’altro è anche vero che le terapie contro la malattia neoplastica sono sempre più aggressive e per questo meno tollerabili dall’organismo a causa della loro elevata tossicità fino a portare al 30% dei decessi.


Sfruttare la nutragenomica, oggi realtà, rappresenta un punto cardine nel migliorare la prognosi ed in questo le “terapie chelanti” a base vegetale rappresentano un buon supporto, oltre all'uso di molecole straordinarie che consentono di modulare il sistema immunitario, ripristinare la fluidità di membrana (persa durante le terapie), riparare la barriera intestinale ed eliminare i radicali liberi (ROS) che scatenano delle reazioni a catena incontrollabili.


L’errore più frequente del paziente neoplastico e di chi lo prende in carico è quello di sottovalutare l’aspetto nutrizionale “è importante pensare alla terapia adiuvante già dal momento della diagnosi anche se gli effetti collaterali sono ancora lontani!”


Un soggetto ben nutrito sopporta meglio la cura farmacologica ed è in grado di affrontare con meno difficoltà la chemioterapia/radioterapia





Cosa bisogna sapere


La dieta non deve essere carente in nutrienti, lo diventa quando si mangia poco, male o entrambe le cose


Non esiste una dieta che vada bene in toto ma va adattata al tipo di tumore e alla localizzazione per evitare privazioni inutili in un momento della vita molto complesso.

Dal punto di vista alimentare un tumore al seno va trattato in modo diverso rispetto ad un tumore al colon e così via


Vi sono linee comuni che dovrebbero essere seguiti in ogni caso:


1.Tenere a bada la glicemia (spesso alterata dalle terapie in atto);


2.Le alterazioni del gusto e dell’olfatto tendono a far rifiutare il cibo per cui bisogna scegliere cibi specifici per camuffare la sensazione metallica della terapia in atto;


3.Non mangiare cibi “vuoti” che riempiono l’intestino senza fornire nutrienti fondamentali;


4.Mantenere in buona salute l’intestino ricordandoci che rappresenta la sede di molte malattie croniche quando non lavora bene;


5.Imparare ad amare se stessi con pratiche yoga o camminare all’aria aperta.



La malnutrizione è un’alterata condizione di equilibrio che caratterizza l’individuo sano. L’alterazione più evidente è la perdita di peso tipica del paziente neoplastico

10 visualizzazioni0 commenti